spese scolastiche e detrazioni

QUALI SPESE SCOLASTICHE POSSO DETRARRE DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI?

Le spese scolastiche sostenute per i figli danno diritto ad una detrazione Irpef del 19%, rispettando particolari requisiti previsti dal DRP n. 917/86. Nella detrazione del 19% per le spese di istruzione dei figli rientrano anche i costi per gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio corsi di lingua, teatro) deliberato dagli organi d’istituto.

Detrazione per la frequenza scolastica

La lettera e-bis), del comma 1, dell’articolo 15 del DPR n. 917/86 prevede la detrazione fiscale del 19% per le spese legate alla frequenza scolastica dei figli.

Si tratta di:

  • Scuole dell’infanzia (c.d. “scuola materna“);
  • Scuole del primo ciclo di istruzione (comprende la scuola primaria, per un ciclo di 5 anni e la scuola secondaria di primo grado, per un ciclo di 3 anni);
  • Scuole secondarie di secondo grado (ciclo scolastico della durata di 5 anni).

La detrazione fiscale del 19% per spese scolastiche legate alla frequenza è consentita nel limite di €. 564,00 annue per alunno o studente.

  • Scuole dell’infanzia (scuole materne);
  • Scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
  • Scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore).

La detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti in base all’ordinamento antecedente il DPR n. 212/2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati. I nuovi corsi di formazione istituiti dal DPR n. 212/2005 possono, invece, considerarsi equiparabili alle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari (rigo E8/E10, codice 13 del modello 730).Vi rientrano, inoltre, in quanto connesse alla frequenza scolastica, i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica. Tali contributi ed erogazioni, anche se versati volontariamente, in quanto deliberati dagli istituti scolastici, non rientrano tra quelli che costituiscono erogazioni liberali finalizzati all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa che danno diritto alla detrazione ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera i-octies) del DPR n. 917/86.

Tra i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica rientrano anche le seguenti tipologie di spese scolastiche:

Mensa e gite scolastiche

  • La mensa scolastica (Circolare n. 3/E/2016 risposta 1.15) e per i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola (Risoluzione n. 68/2016). Per tali spese la detrazione spetta anche quando il servizio è reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola e anche se non è stato deliberato dagli organi di istituto essendo tale servizio istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado (Circolare n. 18/E/2016 risposta 2.1);
  • Le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza). Se le spese sono pagate alla scuola, i soggetti che prestano l’assistenza fiscale non devono richiedere al contribuente la copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti. La delibera va richiesta, invece, nel caso in cui la spesa per il servizio scolastico integrativo non sia sostenuta per il tramite della scuola, ma sia pagata a soggetti terzi (ad es: all’agenzia di viaggio).

TIPOLOGIE DI SPESA PER LE QUALI NON SPETTA LA DETRAZIONE:

  • L’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado (Circolare 02.03.2016 n. 3/E)
  • Il servizio di trasporto scolastico, in quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico per il quale non è attualmente prevista alcuna agevolazione (Risoluzione 04.08.2016 n. 68/E).

IMPORTO DELLA DETRAZIONE E DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE

La detrazione fiscale per le spese scolastiche legate alla frequenza, è calcolata su un importo massimo di €. 564 per l’anno 2016 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto. Devono essere comprese nell’importo anche le spese indicate nella CU 2017 (punti da 341 a 352) con il codice 12.

Documentazione da conservare:

  • Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere documentate mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento – sia esso la scuola, il Comune o altro fornitore del servizio – e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno. A partire dall’anno 2016 non è possibile integrare il documento di spesa con i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola così come era consentito per le spese sostenute nell’anno 2015 in sede di prima applicazione della norma (Circolare 06.05.2016 n. 18/E, risposta 2.1). Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera i-octies) del DPR n. 917/86, sono detraibili, sempre nella misura del 19% della spesa sostenuta (ma senza limite di importo), le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento quali bancomat, carte di credito prepagate, assegni bancari e circolari.
  • Al fine del riconoscimento dell’onere legato al sostenimento delle spese scolastiche il contribuente deve esibire e conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2016.
  • Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2017 (punti da 701 a 706) con il codice 12. La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.
  • La detrazione non è cumulabile con quella prevista dall’art. 15, comma 1, lett. i-octies) del DPR n. 917/86 per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici. Tale incumulabilità va riferita al singolo alunno. Pertanto, ad esempio, il contribuente che ha un solo figlio e fruisce della detrazione in esame non può fruire anche di quella prevista per le erogazioni liberali. Il contribuente con due figli se per uno di essi non si avvale della detrazione per le spese di frequenza scolastica può avvalersi della detrazione per le erogazioni liberali di cui al citato art. 15, comma 1, lett. i-octies) del DPR n. 917/86.

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