Pillole di flat tax

 

Il legislatore è intenzionato ad estendere l’applicazione del regime forfetario introdotto dalla legge n. 190/2014.

Il potenziamento dovrebbe essere effettuato con un ampliamento del limite dei ricavi e dei compensi per potervi accedere.

La novità dovrebbe così riguardare un numero limitato di soggetti e, in particolare, imprese individuali e professionisti in possesso del numero di partita IVA, di minori dimensioni. Nei giorni scorsi sembrava che la misura dovesse riguardare anche le società di persone, ma allo stato attuale, anche in considerazione delle risorse limitate, quest’ultima novità deve essere esclusa.

In base alla disciplina attuale, i professionisti possono accedere al regime forfetario in rassegna se non superano la soglia di compensi pari a 30.000 euro. Il limite relativo alle imprese individuali è diversificato a seconda della tipologia di attività. La soglia massima ammonta attualmente a 50.000 euro.

Le aliquote dovrebbero essere solo due:

– ai contribuenti che avviano una nuova attività, si dovrebbe applicare l’aliquota del 5% sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali e dell’IRAP;

– agli altri contribuenti si applicherebbe l’aliquota del 15%.

Dovrebbe dunque essere venuta meno la possibilità di applicare la terza aliquota del 20% sulla parte dei ricavi o dei compensi superiori a 65.000 euro (fino a 100.000 euro).

Le due aliquote

L’applicazione dell’aliquota del 5% alle start up dovrebbe essere però limitata ai soli “giovani”, cioè ai contribuenti fino a 35 anni di età. L’applicazione sarebbe comunque temporanea e riguarderebbe solamente i primi tre anni dell’attività.

 

La soluzione al problema IVA

I tecnici si ponevano correttamente il problema se il limite di ricavi di 100.000 euro, senza poter esercitare la rivalsa ai fini IVA, potesse costituire una previsione in contrasto con la disciplina comunitaria.

Le perplessità erano fondate e sembrava che il legislatore fosse orientato nel prevedere l’applicazione dell’IVA oltre la fascia di ricavi/compensi di 65.000 euro.

Ora, però, se dovesse essere confermata la “nuova asticella” a 65.000 euro, il problema dovrebbe essere considerato automaticamente risolto. Tale limite sembrerebbe compatibile con la normativa europea e quindi, come per il passato, i contribuenti forfetari continueranno a non esercitare la rivalsa per le operazioni attive poste in essere.

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