2016 Regimi Fiscali in vigore

Regime Ordinario, Regime dei Minimi, Regime Forfettario

(breve guida alla deducibilità dei costi)

 

REGIME ORDINARIO

Una delle domande più frequenti che si pongono i professionisti dopo aver aperto la partita Iva, riguarda i costi deducibili che possono portare in deduzione dal proprio reddito.

Vediamo schematicamente quali sono i principali costi che un professionista può “scaricare“, ovvero dedurre dal proprio reddito professionale, ai sensi del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Il reddito dei professionisti

Il reddito dei professionisti è determinato secondo il c.d. “principio di cassa“, secondo il quale concorrono alla formazione del reddito i compensi incassati ed i costi sostenuti nello stesso periodo d’imposta. In base a questo criterio l’articolo 54 del Tuir (DPR n. 917/86), stabilisce che il reddito del professionista è determinato dalla differenza tra i compensi e le spese deducibili sostenute. Per ottenere il minimo carico fiscale possibile, è importante avere un’idea chiara di quelli che sono i principali costi deducibili dal reddito del professionista. Tali costi possono essere interamente deducibili, oppure, deducibili solo parzialmente se riferiti a beni ad uno promiscuo.

Costi deducibili interamente

Per il professionista sono totalmente deducibili dal reddito tutte le spese sostenute nell’esercizio della propria attività ed attinenti alla stessa, secondo il c.d. “principio di inerenza“. Per verificare se un costo sostenuto rispetta il principio di inerenza, è necessario verificare se lo stesso è da imputare alla sfera personale o professionale del soggetto.

Esempi di costi deducibili interamente possono essere i seguenti:

  • acquisto di libri e riviste professionali;
  • spese per aggiornamento professionale nel limite di €. 10.000 annue;
  • acquisti di cancelleria, materiali di consumo e valori bollati;
  • spese per lavoro dipendente e compensi occasionali corrisposti da terzi;
  • utenze intestate allo studio professionale;
  • premi relativi all’assicurazione professionale;
  • acquisto di beni strumentali per l’esercizio dell’attività.Costi deducibili parzialmenteBeni immobiliSe l’immobile ha categoria catastale A/10 ed è acquistato uso studio la relativa deduzione, avverrà per il tramite delle quote di ammortamento annuali, se viene acquistato, con i canoni di affitto, se condotto in locazione. In ogni caso sarà deducibile tutto il reddito.AutovetturePer agenti e rappresentanti in regime ordinario la deducibilità è all’80%, se contribuenti Minimi al 50%.  Per veicoli ad uso pubblico (taxi) o esclusivamente utilizzati per l’esercizio d’impresa è al 100%Telefoni cellulariAlberghi e ristoranti Rientrano in questa categoria le spese per viaggi turistici, per attività promozionali, spese per feste o ricevimenti, inaugurazioni, mostre e fiere, etc. Ai sensi del Tuir, si tratta di costi deducibili soltanto se sono inerenti all’attività svolta dal professionista e nel limite del 1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. Per le spese di rappresentanza l’Iva è totalmente indetraibile.Tutti i costi legati all’aggiornamento professionale (facoltativo ed obbligatorio) del professionista, come ad esempio la partecipazioni a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale, sono interamente deducibili dal reddito professionale nel limite di €. 10.000 annue. Tale disciplina si rende applicabile dall’anno 2016. La disciplina previgente, invece, prevedeva una deducibilità soltanto parziale (del 50%) di queste spese. L’Iva è detraibile al 100%.Un ultimo aspetto che abbiamo ritenuto utile approfondire è quello legato all’Iva indetraibile, che il professionista sostiene, nel momento in cui effettua spese che, secondo le disposizioni di legge, non consentono la detrazione totale dell’imposta. Come abbiamo visto può essere il caso delle auto utilizzate promiscuamente o nel caso delle spese di rappresentanza. Ebbene, da un punto di vista delle imposte dirette i professionisti possono dedurre completamente dal reddito l’Iva indetraibile
  • Iva indetraibile
  • Convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale
  • Spese di rappresentanza
  • Sono costi deducibili anche quelli che riguardano le spese di vitto e alloggio ma al 75% del loro ammontare, sempreché il totale delle spese sostenute nell’anno non sia maggiore del 2% dei compensi percepiti nell’anno di imposta. Tali spese se sono documentate da fattura, l’Iva è totalmente detraibile, se documentate da ricevuta fiscale, ovviamente l’Iva è indetraibile. Attenzione: per essere considerate come spese di vitto e alloggio le spese devono essere totalmente riferite al professionista, e non anche ad altri soggetti.
  • I costi legati ai telefoni cellulari sono deducibili all’80% sia che riguardino l’affitto, la locazione o il leasing di telefonia mobile e fissa. Per questi costi il legislatore fiscale, in un certo senso forfettizza il costo, anche se il bene viene utilizzato esclusivamente per l’esercizio della professione. Naturalmente, i costi deducibili legati al contratto telefonico riguardano soltanto i contratti appositamente sottoscritti con partita Iva. Da un punto di vista Iva, la stessa è detraibile al 50% per le utenze da cellulare e al 100% per il traffico da telefono fisso.
  • Nel caso in cui l’autovettura sia acquistata in leasing la deducibilità dei canoni è subordinata al fatto che la durata del leasing non sia inferiore al periodo di ammortamento ordinario previsto dai coefficienti fiscali (4 anni). Se, infine, l’auto viene acquisita tramite locazione i relativi canoni sono deducibili al 20% e fino al limite di €. 3.615,20 annui.
  • Le spese per l’autovettura che riguardano i costi di manutenzione e la spesa per acquisto di carburanti (documentata con scheda carburante), sono deducibili al 20%. L’Iva, invece è detraibile al 40%. La quota annuale di ammortamento è sempre deducibile al 20% nei limiti del costo del bene nel limite di €. 18.075,99.
  • Il discorso però cambia qualora si decida di destinare la propria casa di abitazione (categorie catastali da A/1 ad A/11, escluso l’A/10), a luogo di esercizio della propria attività. In questo caso, si parla di utilizzo promiscuo dell’immobile, nel quale verrà svolta l’attività professionale (di medico, commercialista, avvocato, geometra, ecc). I costi sostenuti per l’affitto o i costi di gestione dell’immobile saranno deducibili al 50% a condizione che l’immobile sia intestato al professionista. L’Iva è totalmente indetraibile.
  • Per i beni immobili è necessario fare una distinzione.
  • Accanto a spese completamente deducibili, che rispettano i principi di cassa e inerenza vi sono altre categorie di costi che i professionisti sostengono ma che il legislatore fiscale consente di dedurre soltanto in maniera parziale. Vediamo i casi principali:
  • In ogni caso, tutte le spese sostenute devono essere documentate con fattura, ricevuta fiscale, scontrino fiscale “parlante” (con su scritto il vostro codice fiscale) o scheda carburante, in modo che siano correttamente intestate al soggetto che sostiene la spesa.

 

Regime Dei Minimi

In dichiarazione dei redditi, si possono scaricare le spese ma senza detrazioni 19% né deduzioni.

Il regime fiscale prevede infatti un’aliquota agevolata sostitutiva dell’IRPEF ordinaria, che impedisce di godere delle comuni agevolazioni fiscali.

Cosa scaricare

  • Spese per l’auto: possono connesse alle attività professionali si considerano beni ad uso promiscuo, deducibili al 50%, così come anche le spese di manutenzione auto e moto (bollo, assicurazione, riparazioni).
  • Telefonino: anche questo un bene ad uso promiscuo, deducibile al 50%, insieme alle spese di manutenzione e via dicendo (es.. costo dell’abbonamento).
  • Abbigliamento e cene: sono scaricabili solo se effettivamente sostenute nell’esercizio dell’attività. Si può scaricare il costo di una divisa da lavoro o di un abito di rappresentanza, il conto di un pasto con un cliente o dell’albergo per una trasferta professionale.
  • Omaggi: scaricabili integralmente.
  • Beni strumentali d’impresa: sono scaricabili solo se il pagamento è avvenuto nel corrispondente periodo d’imposta.
  • Abitazione: valgono le stesse regole relative ai beni ad uso promiscuo, da scaricare al 50%. Stesso discorso per manutenzione e bollette.
  • Detrazioni 19%: non si possono scaricare voci di spesa come quelle sanitarie e mediche. Se il contribuente, oltre al reddito professionale in regime dei minimi, ha redditi immobiliari (es.: immobili affittati), in relazione a questi può applicare le varie agevolazioni.
  • Contributi previdenziali: si scaricano integralmente dal reddito.

La stretta sulla deducibilità dei costi per l’auto di lavoro applicata dal 2013 sui veicoli commerciali e auto aziendali non riguarda le Partite IVA in Regime dei Minimi: per loro resta ferma la deduzione dei costi pari al 50%, così come per gli altri beni legati all’attività professionale, compreso il cellulare (circolare delle Entrate n.7/2008)

 

Regime forfettario

(nuovo ed unico regime agevolato dal 2016)

Il reddito a cui applicare l’imposta sostitutiva al 15% o al 5%, viene calcolato applicando un «coefficiente di redditività» che per i professionisti è pari al 78%

Dai ricavi vanno sottratti, i contributi previdenziali.

Dunque se un professionista ha ricavi pari ad esempio a 10mila euro, il reddito imponibile sarà calcolato scalando i contributi previdenziali da 7800 euro (78 per cento di 10mila).

Sull’importo che ne deriva, va calcolata l’imposta.

Per il calcolo dell’imponibile non è permesso, detrarre alcuna spesa sostenuta per l’esercizio della professione. Rimane comunque  l’esonero dal versamento dell’IVA. Ricavi e compensi, continuano a non essere assoggettati a ritenuta d’acconto.

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